Con l'aiuto del papà ho caricato questi frammenti dove Superbimba, quattro anni e nove mesi, decifra da sola i dialoghi del fumetto Giulio Coniglio. Si sente che legge una sillaba alla volta, anche una lettera alla volta per poi metterle insieme.
Si sente anche la voce di Sorellina che dice "Aiuto! Un lupo!".
Non è facile fare un video nelle nostre condizioni, in più cerco di non mostrare le facce...
Penso di insegnare a Superbimba ad usare la fotocamera da sola, così giocherà a registrare i suoi risultati!
Che forte la scuola familiare!
PS: bambini svegli ce ne sono e tanti, anche più svegli di Superbimba! Andate a vedere l'atteggiamento verso i bambini dotati che si vede in questo forum...
http://forum.alfemminile.com/forum/f295/__f25067_f295-Ma-i-vostri-bimbi-a-4-anni-sanno-leggere-e-scrivere.html#194501
L'istruzione è obbligatoria, non la scuola. Penso di occuparmi personalmente dell'istruzione della mia Superbimba (nata nell'estate 2006) e della sua Sorellina (nata a febbraio 2009). Devo raccogliere le idee, organizzarmi sul fronte lavoro, casa e attività didattiche vere e proprie. Infine è nato anche Lo Stupendo a gennaio 2012! Questo blog è il mio diario.
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giovedì 5 maggio 2011
mercoledì 8 dicembre 2010
Share one song
Ci ho messo un po' a scegliere la canzone, ora ho deciso. Vi regalo questa intensa, passionale, tradizionale Cucurrucucu Paloma nella struggente interpretazione di Caetano Veloso.
Traduzione
Dicono che di notte non faceva altro che piangere veramente
Dicono che non mangiava, non faceva altro che piangere veramente
Giurano che lo stesso cielo si commuoveva ascoltando il suo pianto
Come ha sofferto per lei che anche nella morte continuava a chiamarla:
Ah, ah, ah, ah, ah, ah, cantava
Ah, ah, ah, ah, ah, ah gemeva
Ah, ah, ah piangeva
Moriva di passione mortale.
Che una colomba triste di mattino canta
Nella casa tutta sola con le porte aperte
Giurano che questa farfalla non è altro che la sua anima,
che ancora l’aspetta che ritorni la poveretta.
Cucurrucucuù. Colomba.
Cucurrucucù, non piangere
Non più pietre, colomba,
che ne sanno dell’amore.
Con questo post partecipo a "Share one Day" (link sulla barra destra grazie!)
Traduzione
Dicono che di notte non faceva altro che piangere veramente
Dicono che non mangiava, non faceva altro che piangere veramente
Giurano che lo stesso cielo si commuoveva ascoltando il suo pianto
Come ha sofferto per lei che anche nella morte continuava a chiamarla:
Ah, ah, ah, ah, ah, ah, cantava
Ah, ah, ah, ah, ah, ah gemeva
Ah, ah, ah piangeva
Moriva di passione mortale.
Che una colomba triste di mattino canta
Nella casa tutta sola con le porte aperte
Giurano che questa farfalla non è altro che la sua anima,
che ancora l’aspetta che ritorni la poveretta.
Cucurrucucuù. Colomba.
Cucurrucucù, non piangere
Non più pietre, colomba,
che ne sanno dell’amore.
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giovedì 6 maggio 2010
mercoledì 24 marzo 2010
Giorno 30: Musica
Con la primavera ho introdotto a Superbimba Caludio Monteverdi (madrigali a tema primaverile) e ovviamente la primavera nella 4 stagioni di Vivaldi.
Mentre Sorellina balla (è evidente che Zefiro torna si ballava, difficile star fermi ascoltando), spiego a Superbimba che le due voci si intrecciano e si inseguono come in un volo, che tutto il brano è costruito su una ripetizione quasi ossessiva di uno stesso tema, che l'atmosfera cambia e diviene triste e malinconica sulle parole "Sol io, per selve abbandonate...".
Bellissima la "stonatura" voluta su hor piango a sottolineare la parola piango, appunto.
Mentre Sorellina balla (è evidente che Zefiro torna si ballava, difficile star fermi ascoltando), spiego a Superbimba che le due voci si intrecciano e si inseguono come in un volo, che tutto il brano è costruito su una ripetizione quasi ossessiva di uno stesso tema, che l'atmosfera cambia e diviene triste e malinconica sulle parole "Sol io, per selve abbandonate...".
Bellissima la "stonatura" voluta su hor piango a sottolineare la parola piango, appunto.
"Zefiro torna"
musica di Claudio Monteverdi (1567-1643)
testo di di Ottavio Rinuccini (1562-1621)
Zefiro torna e di soavi accenti
l'aer fa grato e'il pié discioglie a l'onde
e, mormorando tra le verdi fronde,
fa danzar al bel suon su'l prato i fiori.
Inghirlandato il crin Fillide e Clori
note temprando lor care e gioconde;
e da monti e da valli ime e profonde
raddoppian l'armonia gli antri canori.
Sorge più vaga in ciel l'aurora, e'l sole,
sparge più luci d'or; più puro argento
fregia di Teti il bel ceruleo manto.
Sol io, per selve abbandonate e sole,
l'ardor di due begli occhi e'l mio tormento,
come vuol mia ventura, hor piango hor canto.
testo di di Ottavio Rinuccini (1562-1621)
Zefiro torna e di soavi accenti
l'aer fa grato e'il pié discioglie a l'onde
e, mormorando tra le verdi fronde,
fa danzar al bel suon su'l prato i fiori.
Inghirlandato il crin Fillide e Clori
note temprando lor care e gioconde;
e da monti e da valli ime e profonde
raddoppian l'armonia gli antri canori.
Sorge più vaga in ciel l'aurora, e'l sole,
sparge più luci d'or; più puro argento
fregia di Teti il bel ceruleo manto.
Sol io, per selve abbandonate e sole,
l'ardor di due begli occhi e'l mio tormento,
come vuol mia ventura, hor piango hor canto.
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