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mercoledì 7 aprile 2010

Parlano di noi

Evviva! Mi aveva contattato Paola Coppola, giornalista del quotidiano La Repubblica; ieri è uscito un articolo sull'homeschooling. E' un bel pezzo, sinceramente credo non sia possibile al momento spingere oltre la ricerca sul fenomeno homeschooling italiano.
Ci siamo anche noi! Sebbene tecnicamente Superbimba e Sorellina non stanno facendo scuola familiare, non hanno ancora l'età per la scuola dell'obbligo.
Grazie Paola!

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/04/06/cosi-il-salotto-di-casa-diventa-una.html

12 commenti:

palmy ha detto...

Non mi è sembrato molto approfondito come articolo, non dà ragione degli ostacoli frapposti dai presidi, della normativa di riferimento, né della ricchezza di esperienze che sta alla base dell'homeschooling... parla di metodo montessori come se tutti sapessero di cosa si tratti, conclude con la docente Chistolini che non è d'accordo... bho. Non amo molto la superficialità dei giornalisti, ma davvero non poteva fare di meglio?

una mamma ha detto...

Capisco il tuo punto di vista, ma il suo scopo era fare una panoramica senza esprimere un parere pro o contro, piuttosto sintetizzando (e lo spazio sui quotidiani è tiranno)sia punti di vista pro e contro.
Immagino che si sia rivolta alla Cristolini perchè una delle poche a sapere che il fenomeno statisticamente esiste, circa le sue critiche non mi disturbano: non sa per esperienza propria di cosa sta parlando.
Mi sembra importante che l'homeschooling sia definito in crescita e uno stimolo per la scuola pubblica. L'articolo termina piuttosto con Cristina e Alice, due studentesse eccellenti... =due homeschooling di successo.

una mamma ha detto...

Sai palmy, dovremmo scriverli noi gli articoli sulla scuola familiare.

Maria ha detto...

Ciao, è la prima volta che visito questo blog, ed è una bella scoperta. Tra l'altro mi accorgo con grande piacere che in realtà già ci conosciamo. L'articolo non è grandioso, è vero, ma forse non avevo nemmeno grandissime aspettative mentre rispondevo anch'io alle domande della giornalista. Forse perchè so che è difficile al di fuori della nostra cerchia, trovare persone che pongono al centro della discussione il bambino e non gli adulti che gli ruotano attorno. Sembra sempre un po' che non si tratti di una risposta ad una loro specifica fortissima domanda, l'educazione, e sembra sempre poco importante che le "istituzioni" abbiano dimenticato di rispondere proprio alle domande dei bambini. Ma sono comunque contenta perchè, almeno dalla posta che stiamo ricevendo noi, anche la lettura di un articolo un po' superficiale e che poteva essere meglio, ha portato qualche genitore in più a considerare nuove ipotesi di soluzione, o semplicemente la nozione che "si possa fare" anche in altri modi. Molti non lo sanno.
Maria

una mamma ha detto...

Infatti, che si inizi a parlarne è comunque una cosa positiva. Ci sono molte famiglie che non avrebbero materialmente altra opportunità al di fuori della scuola, ma ci sono anche molte famiglie che sapendolo potrebbero davvero non farsi privare dell'occasione unica ed irripetibile (gli anni passanooooo!) di educare ed istruire i figli personalmente. E' un diritto che la stragrande maggioranza dei genitori non sa nemmeno di avere.

Sybille ha detto...

Ciao, sembra che stasera il TG3 alle 19 faccia un servizio su scuola familiare.

una mamma ha detto...

Grazie dell'informazione, per una volta mi dispiaceva non aver più la TV!Poi mia suocera mi ha detto che il servizio non c'è stato...

Mujahida ha detto...

Sono davvero felice che si parli, sebbene non in maniera esaustiva ed approfondita, dell'homeschooling in Italia. E sono ancor più lieta di sapere che il fenomeno è in crescita nel nostro Paese. Grazie per aver linkato l'articolo, è un inizio che prego possa portare sviluppi.

Sarah in deepest, darkest Lomellina ha detto...

"In altri Paesi la scuola parentale viene gestita dall' autorità didattica, da noi non c' è controllo"

Non capisco, sono stata detto che devo usare sia i libri di nostra scuola qua e seguire loro programma.

O questa persona ha una strana idea cosi vuole dire "controllo" (a me sembre un mano in torno alla mio collo) o mi stanno prendendo in giro la scuola dove andanto Son of Thor prima da disdire.

una mamma ha detto...

Ciao Sarah, anch'io non capisco cosa intende l'eminente professoressa di pedagogia di Roma tre. Dobbiamo fare tutti gli anni un esame, mi sembra già un controllo! Anzi, i bambini homeschoolers sono più controllati degli altri che non devono affrontare alcun esame...
Spero non intedesse "controllo" in senso ideologico, mah, forse penso troppo male.

Sarah in deepest, darkest Lomellina ha detto...

Non solo !!

L'anno scorso la insegnante di geog/storia ha fatto NULLA del programma!!!

Solo dettato per un intero anno.

Stranamente Son of Thor ha presso un 7 per tutti é due, nonostante che non ha ne imparato, ne capito un singola tema.

In Italiano, ancora molto dettato, niente scrittura "libera, ma guidato", parecchio poesie da imparare da memoria, grammatica in modo sintetico senza spiegazione. Ha presso 5 or meno in tutti i verifiche tranne due dove ha presso 6. Ma il voto globale...6.

Comodo per le insegnate che nessuno esterno valutano i bambini, e come un estensione esamino anche loro competenza.

Comodo che un voto di sufficienza (or più) puoi essere accettato anche se che un anno di prova che mostra che il voto é tutto un invenzione per evitare problemi e domande riguarda il insufficienza del bambino.

Volevo rifare il terza questa anno con mio figlio, perché era ovvio che ci sono problemi. Negato il permesso, perché ha presso sufficienza ufficialmente. Il realtà non conta per niente.

Come mai si vede noi “senza controlli” quando in realtà e la scuola che lavora in tranquillitá senza preoccupazione di giustificare il grande spazio fra i voti realistico e i voti scritto sulla pagella ?


Che sfogo !! LOL

una mamma ha detto...

Parole sante!!!
Infatti i genitori, interessati (possibilmente anche colti, questo bisogna dirlo) controllano meglio di chiunque cosa effettivamente il figlio SA o NON SA. Non c'è voto di sufficienza, c'è avere capito o no.
I miei nipoti in prima elementare hanno celebrato entrambi un 10+ in Italiano: considerato che metà classe avrà preso 10, vorrei capire cosa significa 10.
Ma questo dubbio ai loro genitori e nonni, felici del 10+, non è venuto ed io non ho voluto farglielo venire. Mi sa che sarei solo stata una antipatica guastafeste.