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domenica 3 luglio 2011

Sempre più contraria alla scolarizzazione!

Oggi Superbimba ha conosciuto la bambina D.
Mi ha cercato un attimo con gli occhi e mi ha detto "posso andare a giocare sotto il suo ombrellone?". Bene, almeno me lo ha chiesto, assicurandosi che io sapessi dov'era.
Dopo un po' la vedo tornare sputando.
Le ho chiesto cosa fosse successo, mi ha risposto seria ma tranquilla "eh, mi ha tirato la sabbia in bocca due volte e sono andata via".
Ho risposto senza battere ciglio "va bene, se non stavi più bene hai fatto bene a venire via, mica ci devi stare per forza" credendo al racconto + approvando la sua fondamentale libertà di scegliere con chi giocare, cosa sopportare e cosa non sopportare.
Libertà, queste, sacrosante anche se Superbimba avesse fatto o detto qualcosa per provocare la bambina D. Se Superbimba vorrà giocare ancora con la bambina D., vuol dire che contratterà liberamente le regole del gioco insieme.

A scuola lo stesso episodio avrebbe provocato l'unanime pressione educativa sul concetto "bisogna stare con tutti". SBAGLIATISSIMO! Deleterio, oltre che falso visto che a scuola bisogna stare con quei 25-28 (che non sono "tutti") e per anni. Si dovrebbe dire piuttosto "devi stare con questi 25-28 per forza".

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao! Mi piace il tuo blog, lo seguo da un po'. Oggi però mi permetto di dissentire in parte: sono una maestra di scuola dell'infanzia e ai "miei" bimbi cerco di trasmettere il rispetto per gli altri (quindi anche se non sono d'accordo con te non ti tiro la sabbia), ma non obbligo nessuno a giocare insieme se non vuole.
Un abbraccio alle tue bimbe!
Ele

una mamma ha detto...

ci mancherebbe, per fortuna (che non obblighi nessuno)!
L'indicazione globale "imparare a stare tutti insieme" non ha niente di sbagliato, è chiaro. Per me gli insegnanti dovrebbero essere tutti “santi subito” per molte ragioni. E' l'ambiente + l'obbligo che creano la forzatura.

EPISODIO IN SPIAGGIA
DIFESA - Superbimba ha gustato l’azione di andarsene, e non si può dire non sia una difesa efficace, una difesa attuabile senza chiedere l’aiuto mio o di un altro adulto.
SOCIALIZZAZIONE - Supponiamo... che Superbimba abbia fatto qualcosa di sbagliato che ha provocato il lancio di sabbia da parte della bambina D (che era pure più grande di almeno due anni), il senso di colpa sarebbe emerso in qualche modo già nel racconto. Questo senso di colpa avrebbe avuto tempo e luogo per essere elaborato, portando Superbimba a tentare in futuro approcci diversi per giocare insieme alla bambina D e altri in generale.

IPOTESI EPISODIO A SCUOLA
DIFESA - Ne tieni da 22 a 28 (così mi racconta una amica insegnante), non puoi avere gli occhi dietro la testa, al massimo ti potrai voltare dove senti urlare di più.
Anche se dici di non tirare la sabbia, il bimbo lanciatore imparerà a farlo appena ti volti e la bambina colpita non avrà altra difesa che tirare la sabbia anche lei oppure rivolgersi a te... visto che dall’aula non può uscire per andare per i fatti suoi.
Anche se non deve giocare insieme in quel momento con quel bambino, si potrà allontanere al massimo di qualche metro e si sentirà esposta al pericolo ritorsioni (per averti fatto intervenire in suo favore) non solo immediatamente dopo, ma anche domani ed in futuro perchè a scuola ci deve venire per forza tutti i giorni. Realtà cui è rassegnata.
SOCIALIZZAZIONE
Supponiamo che la bambina colpita avesse qualche torto precedente.
Visto che sei intervenuta, il senso di colpa non avrebbe avuto tempo e luogo per maturare i suoi effetti. Salvo incamerare regole come “di solito viene ripreso chi fa più baccano”, la costante presenza di un intermediatore impedisce (rallenta moltissimo)il maturare una strategia propria.

MEG ha detto...

Temo che al mondo (e anche in casa nostra, dato che la nostra personale Superbimba ha intorno ben quattro fra Sorelline e Fratellini) non sia sempre possibile "gustarsi l'azione di prendere e andarsene"...
Da noi si impara anche ad elaborare e gestire da sè strategie di convivenza, oltre che di fuga, così che persino a scuola si abbiano già gli strumenti per prepararsi ad affrontare la vita con tutte le sue scomodità ed insidie.
Un'altra mamma.